Montebuono XIV Manifestazione Equina TPR 27/ 29 agosto 2010

Il Comune di Montebuono (RI) unitamente alla ASD Associazione Cavalieri di Montebuono,a “Lo Spirito Libero” e alla Fitetrec-Ante Comitato Lazio, organizzano la XIV Edizione della Manifestazione Equina TPR una tre giorni nella quale oltre alle consuete manifestazioni dedicate al padrone di casa, il cavallo TPR,una delle 5 razze laziali, si potranno ammirare a cavallo luoghi incontaminati della Sabina con un viaggio che ci porterà dal Comune di Torrita Tiberina, all’interno della Riserva del Farfa , sino all’area archeologica di Otricoli con sosta a Montebuono o partecipare domenica alla gara di Monta da Lavoro Veloce –Gimkana.
Ma veniamo al viaggio.
La partenza è prevista alle ore 8.00 dall’ Azienda Agricola Marco Cannata, centro aggregato FITETREC- ANTE, sito nel Comune di Torrita Tiberina.
Fra i borghi più antichi e più suggestivi di storia del comprensorio tiberino è situato in direzione nord-est a 48 Km. di distanza da Roma situata all’interno della Riserva del Farfa.
La Riserva Naturale del Farfa è situata a confine tra le Province di Roma e di Rieti, nel territorio dei Comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina, lungo il basso corso del fiume Tevere. La massima elevazione riscontrabile nell’area protetta è 202 metri s.l.m., corrispondente alla collina a destra di Nazzano, mentre la minima di 30 metri s.l.m. è riferita alla superficie del Lago.Il suo perimetro è delimitato, partendo da nord e procedendo in senso orario, dal Ponte di Montorso nel Comune di Torrita Tiberina, dalla ferrovia Roma-Orte, dalla diga ENEL di Nazzano, dalla Strada Provinciale Tiberina fino all’altezza del Km. 31,000. Da qui il confine della Riserva piega verso gli abitati di Nazzano e Torrita Tiberina e, seguendo le anse del Tevere, si richiude sul Ponte di Montorso. Il Comune di Montopoli di Sabina è invece distante dall’area protetta. L’area è estesa per circa settecento ettari, metà dei quali occupati dalle anse del fiume, dal Lago di Nazzano e dal tratto terminale del torrente Farfa che confluisce nel Tevere in riva sinistra a circa 1500 metri dalla diga ENEL. La connotazione generale del territorio della Riserva è fortemente caratterizzata dalla presenza del Tevere. Le aree golenali (terreni invasi dalle acque in periodi di piena), le ripe e soprattutto i meandri che il fiume disegna, costituiscono una vera e propria unità di paesaggio. I meandri, ovvero le anse che si susseguono lungo il basso corso del fiume, sono elementi in continua evoluzione, in quanto attraverso l’erosione laterale della sponda esterna (sponda concava) di ogni curva, dove la velocità dell’acqua è massima, e la sedimentazione sulla sponda interna (sponda convessa), dove la velocità è minima, la loro posizione subisce spostamenti laterali nel tempo, tanto che possono essere considerati come elementi “vivi” del territorio. I meandri del Tevere inclusi nella Riserva sono due: quello occidentale corrispondente al Piano di Nazzano e quello orientale in località Cannetaccia e Abruccione. Questi sono il risultato di una lenta e continua deposizione di sedimenti fluviali che alimentano ed accrescono le due piane alluvionali.
Il panorama che si osserva guardando dai punti più elevati della Riserva, oppure osservando una carta topografica, è caratterizzato da una netta differenzazione tra i rilievi posti in riva destra da quelli sulla sponda opposta. Tale differenzazione è motivata dalla diversa natura litologica dei terreni, ovvero dalla diversa formazione dei sedimenti e delle rocce. In riva destra si osserva un allineamento di creste collinari, costituite da sedimenti marini, con quote superiori a 200 m s.l.m., su cui sorge il centro abitato di Nazzano e quello di Torrita Tiberina.Da un’attenta osservazione dei sedimenti lungo la Via Tiberina, nel tratto compreso fra Nazzano e Torrita Tiberina in loc. Praterelle (detto anche “Ripa bianca” in quanto si trova di fronte alla parte del meandro occidentale così denominato), è possibile seguire l’intera serie del ciclo sedimentario conseguente alle fase di ingressione e di regressione del mare nel Pliocene in cui, con un’attenta ricerca, è possibile reperire resti fossili di conchiglie di molluschi marini. Sulla sponda opposta (in riva sinistra) è presente un ampio territorio pianeggiante, a quota prossima ai 100 m s.l.m., inciso dal fiume Farfa e dai suoi affluenti.
L’ arrivo a Montebuono è previsto alle ore 15 circa.
Montebuono è un piccolo borgo di circa 1.000 abitanti che si trova nel cuore della Sabina.
Sorge a 325 mt s.l.m. e dista 65 km da Roma e 38 km circa da Terni e da Rieti.
Il paesaggio è ricco di panorami che spaziano dai Monti Cimini, al Soratte e ai Monti Sabini: questo giro completo d’orizzonte diventa suggestivo negli interminabili tramonti estivi.
La zona è prevalentemente collinare con un unica eccezione: il monte S. Benedetto che protegge il paese dai venti freddi del nord favorendo un clima mite tutto l’anno (da cui il nome Montebuono).
Se si sale sulle pendici del monte e si ha la fortuna di incappare in una chiara giornata senza foschia, con l’ausilio di un buon binocolo si può addirittura vedere il “Cupolone” di San Pietro.Gli scorci interni del paese sono quanto mai graziosi e suggestivi: archi, archetti, ballatoi e scalette di accesso alle abitazioni, quasi tutte esterne per guadagnare spazio ed i portoni in legno delle vecchie cantine fanno rivivere un’atmosfera di vecchie cose perdute…il profumo che sale nei vicoli ad ottobre, durante la vendemmia è quanto mai inebriante.
Analizzando il centro storico di Montebuono, anche oggi, se ne individuano le origini tipicamente romane; esso infatti doveva essere una fortificazione o un accampamento militare romano, la sua struttura urbanistica ne richiama le caratteristiche primarie: pianta quadrata al centro della quale corre da una porta all’altra il “decumanus maximus” (l’odierna Via Garibaldi) parallelo ad esso corrono due vie: i “decumani inferiori” (le odierne Via Galluzzi e Via Iugoli) queste vie vengono attraversate perpendicolarmente da altre strade cosidette “kardi” (Via Marco Agrippa, via Carlo Alberto).
Dopo la sistemazione dei cavalli e la consegna degli alloggi presso il punto sosta FITETREC ANTE “Lo Spirito Libero” una sorpresa aspetta i nostri Cavalieri in quanto in località S. Sebastiano oltre alla cena di cui l’amico Fiorenzo ,Presidente della Pro Loco di Montebuono, dice sempre un gran bene, si potrà assistere allo spettacolo teatrale “Antigone in silenz” organizzato nell’ambito della 3° Edizione del Festival dei Lupi Mannari 2010 che si terrà dal 30 luglio al 29 agosto 2010 tra i Monti della Sabina:un percorso itinerante di teatro,musica e natura nell’ ambito del progetto della Regione Lazio ” Officina Culturale della bassa Sabina” promosso dal Teatro delle Condizioni Avverse.
Sabato 28 agosto alle ore 8 partenza per Otricoli con tappa all’Antica Fattoria (Fianello) per degustazione di prodotti tipici locali; quindi sosta per il pranzo all’agriturismo il “Piccolo Borgo”,punto Sosta FITETREC ANTE a Calvi e quindi si proseguirà sempre a cavallo per Otricoli ove i nostri amici Cavalieri visiteranno gli scavi ed il museo.
Otricoli conobbe grande sviluppo in epoca romana. Distrutta nel I secolo a.C. (durante la guerra sociale), fu ricostruita a breve distanza. Nel medioevo la popolazione tornò a vivere nella primitiva città umbra. Negli ultimi due decenni del ‘700 iniziarono gli scavi che portarono alla luce numerosi e importanti resti dell’ antica città dei bruzii e degli umbri. Esso stesso un diminutivo di ocris, principalmente monte sassoso, usato per designare la parte alta della città, in questo caso la rocca: ocriculum equivale appunto a piccola rocca. Otriculum fu un municipio romano della Regio VI, lungo le sponde del fiume Tevere, nell’attuale provincia di Terni. L’area archeologica oggi si sviluppa nei pressi del comune di Otricoli, il cui borgo giace sulle rovine del primo insediamento Sabino-umbro. Nei circa 10 ha in cui si sviluppava il centro romano affiorano i resti del tempio di Giove, delle terme risalenti al II secolo a.C. e del teatro del I secolo d.C., portati alla luce già nei primi scavi del XVIII secolo
Dopo la visita degli scavi rientro a cavallo a Montebuono e per cena le pizze fritte tipiche della Sabina.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a Gianluca Perfetti + 393939170497

~ di cavallo2m su agosto 23, 2010.

 
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